Il Tempo :: 10 febbraio 2009

testata_tempo.gifL’associazione sportiva nata nel 1926

La Fiumana vuole giocare in Italia

Dalle ceneri del passato, la voglia di ricostruire un tessuto sportivo che aveva a Fiume, lungo la dorsale segnata tra Istria, Quarnaro e Dalmazia, la migliore compagine calcistica dell’epoca, l’Unione Sportiva Fiumana. L’idea ha registi i fratelli Antonio e Sergio Vatta.

Dei due, è noto soprattutto il secondo, infaticabile costruttore di talenti nei vivai bianconeri della Juventus: tre nomi su tutti, Gigi Buffon, Christian Vieri, Gianluigi Lentini. L’iniziativa, che ha epicentro nella città torinese, con benedizione propiziatoria del Libero Comune di Fiume in esilio, è un simbolo e una provocazione. Quanto essa possa tradursi in realtà, è nelle mani della burocrazia federale e nel cinismo delle alchimie politiche.

La Fiumana era nata nel 1926 dalla fusione delle due maggiori realtà calcistiche locali, Olimpia e Gloria. Due anni dopo vinceva la Coppa federale, venendo ammessa nel 1929 in serie B, una presenza di rilievo confermata nel campionato 1940-41, due stagioni prima della chiusura dell’attività con lo scioglimento del sodalizio, poi reso definitivamente irrecuperabile il 3 maggio 1945 con l’entrata in città dei partigiani comunisti.

Da quei vivai calcistici nacquero figure importanti del calcio nazionale come Ezio Loik, più avanti mezz’ala del Grande Torino, Mario e Giovanni Varglien, Rodolfo Volk, Marcello Mihalic, primo calciatore fiumano convocato da Vittorio Pozzo, era il 1929, in nazionale. E Fiume, impasto vitale e generoso, incrocio antropologico di latini, ungari, austriaci, slavi e greci, fu uno dei centri di un’attività sportiva che visse identici fermenti a Parenzo, Pola, Rovigno, Lussino, Spalato, Ragusa, Zara, spaziando dal nuoto all’atletica, dalla ginnastica al canottaggio, dalla vela al tennis, dal pugilato alla pallacanestro. Terre che aprirono la vita al « della Pullino d’Isola d’Istria, con gli olimpionici del 1928 Valerio Perentin, Gigliante d’Este, Nicolò Vittori, Giovanni Delise e Renato Petronio.

All’olimpionico di pugilato, Berlino 1936, Ulderico Sergo. Ai campioni di tennis Gianni Cucelli e Orlando Sirola. Ad Umberto Usmiani, maestro di nuoto. Ai principi della vela Agostino Straulino e Nicolò Rode. Alla marcia di Abdon Pamich sulle piste e sulle strade del mondo, culminata nel 1964 con l’affermazione sul traguardo olimpico di Tokyo. Ed all’eroismo di Silvano Abbà, medaglia di pentathlon moderno ai Giochi del 1936, caduto nel 1942, il 24 agosto, alla testa d’uno squadrone di cavalleria, sul fronte russo di Izbusenskij.
 

Augusto Frasca

10/02/2009

Articolo tratto integralmente dal sito http://iltempo.ilsole24ore.com, alla pagina http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/02/10/988044-fiumana_vuole_giocare_italia.shtml

Il Tempo :: 10 febbraio 2009ultima modifica: 2009-02-10T22:57:00+00:00da fiumana1
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2 pensieri su “Il Tempo :: 10 febbraio 2009

  1. Da anziano 76enne, nato in terre redente (Gorizia), testimone del dramma vissuto dagli italiani di Fiume e Zara, cresciuto nel culto del valore della patria, quando ho appreso dell’iniziativa mi si sono inumiditi gli occhi.
    Il commento? Forza “ragazzi”, anche questo è un modo per onorare quelli che non ci sono più.
    Giancosimo

  2. Chouette article, merci à vous pour votre partage et je suis d’accord avec vous. Permettez-moi d’insister, votre blog est vraiment très bon, il me faut maintenant parcourir de toute urgence le reste de votre site. D’ailleurs, auriez-vous d’autres blogs à me recommander ?

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